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Cenni storici

 

storiaSorta intorno al decimo Secolo, la denominazione “Guardialfiera” è luogo di diverse interpretazioni. La prima ritiene che Guardialfiera sia l’equivalente di “custodia”: una sorta di “Guardia degli Alfieri”; la seconda ritiene il nome di Guardialfiera derivante da “Guarda Alfano” così chiamato “Alfano” il monte a fronte dei paese; la terza fa derivare Guardialfiera dal nome di “Adalferio”, Conte di Larino che nel 1049, al tempo della dominazione Longobarda, era Feudatario di Guardialfiera e del territorio circostante.
Nel secolo XI Guardialfiera fu insignita della Sede Vescovile da Papa Alessandro II in compenso alla buona accoglienza fatta precedentemente dai guardiesi al Papa Leone XI nel suo passaggio per i nostri luoghi. Rimase Sede Vescovile fino al 1818 quando, in conseguenza del Concordato, venne soppressa. Nel 1780, ai tempi di Carlo Romeo, martire guardiese della libertà nella rivoluzione partenopea, Guardialfiera si fregiava col titolo di Città assieme soltanto a Campobasso, Isernia, Bojano e Triveneto. Ai tempi degli Svevi fu feudo dei Conti del Molise e, con gli Angioini, fu concessa alla famiglia degli Angioini di origine franca. Ultimo feudatario: Costantino Lamaitre morto a Guardialfiera il 6 ottobre 1828.
Nel corso dei secoli, Guardialfiera ha subito notevoli trasformazioni legate al processo evolutivo dei vari periodi storici. Inizialmente era costituita da un’unica fortezza a guardia della valle dei Biferno. Successivamente intorno al castello vennero costruite la Chiesa e le prime case (ancora oggi la zona viena chiamata “Piedicastello”) circondate da mura di difesa. Nella cinta muraria vi erano tre porte che costituivano gli unici accessi al centro abitato. Gli ultimi resti delle mura e la porta principale che erano situate nell’attuale Piazza Aldo Moro, vennero distrutti all’inizio del 1900.
Nei primi dell’800 invece, Guardialfiera si è estesa e sviluppata anche oltre la cinta muraria seguendo la conformazione naturale del luogo.